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Pestaggio di Gravesano, fu tentato omicidio

Condanna inasprita in Appello per il 26.enne ticinese (riconosciuto colpevole d'aggressione in primo grado) che in correità con il 26.enne italobrasiliano pestò nel 2017 un loro amico per un piccolo debito, lasciandolo per morto

archivio CdT
 
19
ottobre
2018
14:00
StF

GRAVESANO/LOCARNO - La Corte d'appello e di revisione penale ha emesso negli scorsi giorni la sentenza relativa al pestaggio di Gravesano del 24 febbraio 2017. Alla sbarra vi erano un 26.enne italobrasiliano difeso dall'avvocato Flavio Amadò e un 26.enne ticinese difeso dall'avvocato Lorenzo Fornara, che in prima istanza erano stati condannati, rispettivamente, per tentato omicidio intenzionale e aggressione nei confronti di un loro amico 22.enne (i dettagli della serata incriminata più sotto). Entrambi in Appello chiedevano massicce riduzioni di pena, mentre il Ministero pubblico ha chiesto che tutti e due (e non solo l'italobrasiliano) fossero condannati per tentato omicidio intenzionale.

Così, in sostanza, è stato. L'italobrasiliano si è visto aumentare la pena da 3 anni e 9 mesi a 4 anni, e questo malgrado una nuova perizia voluta dalla Corte, presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will (giudici a latere Matteo Galante e Francesca Lepori Colombo) che quantificava la sua scemata imputabilità come media invece che lieve. Confermata anche la sua espulsione per 5 anni dalla Svizzera.

La Corte ha inoltre accolto le richieste della procuratrice pubblica Pamela Pedretti per quanto riguarda il ticinese, giudicato colpevole di tentato omicidio intenzionale in correità con l'italobrasiliano (e non di aggressione). La sua pena è però stata ridotta da 3 anni e mezzo a 3 anni e 3 mesi, sempre per via della nuova perizia, che ha ritenuto una sua scemata responsabilità medio-grave, e non lieve. Il ticinese dovrà anche risarcire l'amico per torto morale. Un passo che l'italobrasiliano aveva invece già compiuto.

Cos'era successo quella notte

Il 24 febbraio 2017, di ritorno dal carnevale di Bellinzona, i due imputati avevano picchiato un loro amico oggi 22.enne in seguito a un diverbio fra lui e il ticinese per un debito di 280 franchi (il ticinese rivoleva i suoi soldi). Una prima colluttazione era avvenuta all'esterno dell'Ars Medica a Gravesano (ripresa dalle telecamere di sicurezza), con l'italobrasiliano a dividere i due. Poi la vittima, che abitava nei pressi, si era avviata a piedi, ma i due imputati l'avevano seguita in auto, l'avevano urtata con il veicolo in via San Pietro e l'avevano picchiata entrambi con pugni e calci in particolare al volto, causandole numerose escoriazioni e alcune fratture, poi guarite senza conseguenza in sei settimane.

I due avevano poi spogliato il giovane del costume di carnevale, lasciandolo in mutande e apparentemente privo di sensi, allontanandosi in auto. Tutti e tre hanno affermato di ricordare poco o nulla di quella notte, tranne alcuni brevi momenti. Tutti e tre avevano in corpo ingenti quantità di alcol, nonché droghe sintetiche e cocaina.

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