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Prosciolta e rimborsata la presunta riciclatrice

È una 52.enne ticinese accusata di aver riciclato oltre 200.000 franchi provenienti da attività criminali della famiglia Magnone

Archivio CdT
 
19
ottobre
2018
06:00

LUGANO - È stata prosciolta e rimborsata per oltre 23.000 franchi la 52.enne ticinese accusata dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) di aver riciclato oltre 200.000 franchi provenienti da attività criminali della famiglia Magnone (il padre e i due figli hanno condanne in Italia per usura e froda all'IVA).

Già nell'udienza dello scorso 13 settembre (cfr. suggeriti) le accuse nei suoi confronti si erano ridimensionate – in quanto per 24 dei 25 trasferimenti bancari sotto la lente della giustizia fra il 2011 e il 2012 era subentrata la prescrizione – e la donna doveva rispondere solo di un bonifico da 1.000 franchi versato da una società facente capo ai Magnone a una facente capo a lei (le due società avevano sede nello stesso palazzo di Lugano).

Ma per questa fattispecie la 52.enne – che già aveva interessato la giustizia a inizio anni 2000 per aver compiuto malversazioni per 11 milioni di franchi ai danni di una banca luganese – è stata prosciolta dal giudice del Tribunale penale federale Giuseppe Muschietti per tre motivi: non è stato possibile affermare oltre ogni ragionevole dubbio che quell'operazione di e-banking fosse stata compiuta proprio da lei; non è provato che quei mille franchi fossero provento di reato; e non è dato che la donna sapesse delle attività criminali dei Magnone.

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