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Rifilava abbonamenti e si teneva gli smartphone: condannato

Pena di 18 mesi sospesi un 47.enne italiano residente nel Luganese - Oltre ad aver truffato diverse persone, l'uomo ha infranto gravemente le norme della circolazione stradale sfrecciando a 215 km/h sull'A2

Archivio CdT
 
11
ottobre
2018
16:30
C.NACA

LUGANO - Aveva problemi economici ed era sottopagato dall'azienda per la quale lavorava: 47 anni, cittadino italiano residente nel Luganese, con queste motivazioni ha cercato di giustificare le sei truffe messe a punto tra il 2010 e il 2012, stamattina davanti alla Corte delle Assise correzionali di Lugano presieduta dal giudice Marco Villa. 

L'imputato, incensurato, difeso dall'avvocato Chiara Buzzi, è finito alla sbarra con diversi capi d'accusa. In primo luogo, come detto, le truffe ordite quando lavorava come impiegato in un negozio di telefonia ai danni di clienti ai quali rifilava abbonamenti per procacciarsi provvigioni, promettendo che avrebbe pagato lui le penali. In alcuni casi ha anche fatto sottoscrivere contratti che prevedevano degli smartphone in regalo ma che si è poi intascato. In un caso aveva fatto ricorso a documenti fasulli e alla minaccia nei confronti di una delle vittime; vittime che nel complesso hanno mosso richieste all'imputato per un totale di circa 20.000 franchi.

L'altro capo d'accusa riguarda invece una grave infrazione delle norme della circolazione stradale: nel 2014 l'imputato era stato pizzicato al volante mentre circolava sull'A2 a 215 chilometri orari ossia 95 oltre il consentito. L'auto su cui viaggiava era inoltre munita di targhe applicate abusivamente.

Il procuratore pubblico Roberto Ruggeri ha proposto a carico del 47.enne, 18 mesi sospesi per un periodo di prova di due anni. Una pena ritenuta troppo severa dal difensore avvocato Chiara Buzzi, che si è battuta per non più di 15 mesi sospesi per due anni. Il giudice Marco Villa ha però confermato la richiesta della pubblica accusa, motivando la sua decisione con la ripetitività nel tempo delle truffe ordite dall'imputato. Quest'ultimo in aula ha però reso noto di aver cambiato vita, trovato un lavoro e, soprattutto, aver abbandonato le amicizie sbagliate che lo avevano portato fuori rotta. Il 47.enne ha inoltre chiesto scusa alle persone danneggiate e si è impegnato a rifondere quanto dovuto.

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