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“Daniele rimani, ma basta screditarci”

Il presidente del LAC Badaracco risponde al regista che aveva spiegato il suo scontento in una lettera al Corriere: "Tutti vogliono fortemente che resti, però deve capire qual è il suo ruolo in una macchina complessa"

 
Immagine d'archivio
 
02
ottobre
2018
06:00
Giuliano Gasperi

LUGANO - Repliche e dupliche, muro contro muro. Sembra sempre più bloccata la discussione fra Daniele Finzi Pasca e la dirigenza del LAC (vedi suggeriti). I tratti dello scontro si sono fatti più netti con la lettera di Finzi Pasca al nostro giornale pubblicata sull'edizione di ieri e a cui il LAC - per bocca del presidente dell'Ente autonomo Roberto Badaracco - ha voluto replicare punto su punto.

«Costretti a rispondere ancora»
Una scelta obbigata: così il municipale responsabile della cultura motiva la risposta alla lettera di Finzi Pasca. «Non possiamo esimerci – incalza Badaracco – dall'esprimere pari amarezza e delusione per le sue modalità comunicative che creano confusione".

«Lontani mille miglia»
Un punto cruciale è lo statuto di «residente» della Compagnia al LAC. «Il concetto di residenza di Daniele – afferma Badaracco – è lontano mille miglia da quello stabilito assieme e definito negli accordi e non si concilia assolutamente con quello pensato e voluto dal LAC».

«È tempo di smussare i toni»
Le ultime parole della replica sono più dolci (ma il retrogusto finale, per chi spera in una riconciliazione, resta amaro). «Tutti noi stimiamo Daniele e siamo consapevoli dell'importanza di averlo al nostro fianco, ma senza continui scontri su questioni che vanno affrontate assieme e internamente, in una discussione distesa e pacata».

Tutti i dettagli e la presa di posizione completa nel Corriere del Ticino a pagina 11.

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