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Finzi Pasca: “Non ci trattano come coinquilini”

In una lunga lettera inviata in esclusiva al Corriere del Ticino il regista ribadisce la propria amarezza per i rapporti con i vertici del LAC - "C'era chi non vedeva l'ora che ce ne andassimo"

Reuzzi
 
01
ottobre
2018
06:00
Red. Lugano

LUGANO - Daniele Finzi Pasca ha inviato in esclusiva una lettera al Corriere del Ticino, nella quale torna a ribadire le proprie ragioni in merito alla questione degli spazi e della considerazione dedicati alla sua compagnia dai vertici del LAC. Pubblichiamo qui un breve estratto. La lettera completa sul CdT di oggi.

"In questi primi tre anni dall'apertura del LAC i nostri spettacoli hanno raggiunto più di 30.000 spettatori. Questo vuole dire che c'è affetto attorno a noi. Centinaia di persone partecipano ogni anno alle nostre prove aperte e questo vuole dire che c'è uno stretto legame con il nostro pubblico e la nostra terra. Non hanno fatto l'essenziale: quello di trattarci come dei coinquilini. Noi siamo di casa in questo teatro e forse potremmo aiutare, con la nostra esperienza, il nostro entusiasmo e tutti i contatti internazionali che abbiamo, a renderlo solo più splendente.
Una decina di giorni fa ho detto che con il cuore ero già lontano e forse non ho detto il vero. Il mio cuore è qui, sono affezionato a questa terra. Avrei dovuto dire che la nostra sopravvivenza, il nostro sviluppo e la nostra crescita qui purtroppo stavano diventando impossibili. Avrei dovuto dire che per ragioni misteriose ed insondabili c'era chi proprio non vedeva l'ora che ce ne andassimo».

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