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Sì al pacchetto fisco-Avs

Il Consiglio Nazionale vota a favore: gli sgravi per le imprese compensati con più finanziamenti del primo pilastro

Archivio CdT
Il Consiglio Nazionale riunito a Berna
 
12
settembre
2018
16:45

BERNA - Fiscalità e AVS: legarle, come proposto a maggio dagli Stati o no? Questa era la grossa domanda alla quale oggi doveva rispondere il Consiglio Nazionale affrontando, per la prima volta, il Progetto fiscale 17. La risposta, con 101 voti favorevoli, 93 contrari e 3 astensioni è stata sì: la riforma della fiscalità delle imprese va compensata con un maggiore finanziamento del primo pilastro. La proposta, come detto, era stata architettata dalla Camera alta. La ragione? I regimi speciali concessi alle holding non sono più compatibili con il diritto internazionale. Dopo la bocciatura alle urne dell'anno scorso della riforma III dell'imposizione delle imprese, per non rischiare di ritrovarsi sulla lista nera dell'OxE, la Svizzera deve trovare (e in fretta) una nuova ricetta per l'imposizione delle aziende che non metta a repentaglio l'attrattiva della piazza elvetica. Le casse dell'AVS, dal canto loro, sono in deficit da anni. Perché quindi – è stata l'idea degli Stati - non compensare ogni franco di tassazione perso con la riforma con un franco a favore del primo pilastro? Con questa mossa ogni anno si verserebbero all'AVS circa 2 miliardi di franchi. Legare i due dossier dovrebbe convincere anche i cittadini, e mira a risolvere due dei maggiori problemi attuali. Respingendo una proposta di rinvio del dossier in commissione, e approvando l'entrata in materia, il Consiglio Nazionale ha quindi discusso e adottato il pacchetto. Tra i contrari vi erano i Verdi, i verdi liberali, il pbd e l'udc. UDC che ha cercato invano di introdurre altre condizioni nel pacchetto, come ad esempio l'aumento dell'età di pensionamento delle donne a 65 anni. Ora, ad essere discussi questo pomeriggio, sono i dettagli della riforma fiscale. Il PS ha già promesso di voler lottare per diminuire gli sgravi alle imprese. La riforma per il partito è ancora troppo generosa con le aziende.

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