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Armi semiautomatiche, l'inasprimento fa discutere

Il consigliere nazionale Rocco Cattaneo trova la soluzione approvata agli Stati un "compromesso ragionevole" - Il bernese Werner Salzmann annuncia una lotta per evitare il "marchio" sulle componenti

CdT
 
12
settembre
2018
06:00
Giorgia von Niederhäusern

BERNA - "Ho l'impressione che l'UDC stia facendo di questo tema un argomento di campagna in previsione delle elezioni federali dell'anno prossimo. Non importa quante e quali modifiche si apportino al disegno di legge, loro troveranno sempre un metodo per fare referendum attraverso ProTell e i tiratori", commenta il consigliere nazionale Rocco Cattaneo, membro della Commissione della politica di sicurezza che non risparmia critiche nemmeno alla sinistra: "Per loro la condizione ideale sarebbe semplicemente non avere armi a domicilio". La soluzione degli Stati per il deputato ticinese è un "compromesso ragionevole". A convincerlo è soprattutto l'eliminazione di lavoro burocratico per i proprietari di armi da fuoco, che ora potranno semplicemente annunciarsi gli uffici cantonali competenti "Una richiesta che non comporta sforzi particolari". Soprattutto, la proposta adottata dagli Stati non va a mettere a rischio l'accordo di Schengen, dal quale il nostro Paese "trae benefici enormi". A Werner Salzmann (UDC/BE), presidente della Commissione politica di sicurezza del Nazionale e di una società di tiro bernese i compromessi fatti dagli Stati non bastano: a scocciarlo è soprattutto l'obbligo di contrassegno. Quando l'oggetto passerà di nuovo dalla Camera bassa, «lotteremo affinché le componenti delle armi non debbano essere marchiate», afferma.

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