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Lo Young Boys e i silenzi di SkyWork

La Federazione svizzera delle agenzie di viaggio è convinta che la compagnia aerea abbia annunciato il grounding solo all'ultimo per evitare lo smacco di bloccare l'YB a Zagabria dopo la Champions League

Zocchetti
 
13
settembre
2018
15:43
ATS/J.R.

BERNA - È un'ipotesi interessante (quasi tutta in salsa bernese) quella formulata dalla Federazione svizzera delle agenzie di viaggio. Un'ipotesi che tenta di dare una spiegazione alla domanda che in molti in queste settimane si sono posti: come mai la compagnia aerea (bernese) SkyWork ha aspettato fino all'ultimo - fino alle 22.45 del 29 agosto - prima di annunciare il grounding e dunque la decisione di cessare, con effetto immediato, ogni attività?

La compagnia - questo il sospetto della Federazione  avrebbe fatto finta di nulla per giorni, pur sapendo che avrebbe interrotto l'attività, con l'obiettivo di evitare lo smacco di uno Young Boys (la squadra di calcio di Berna) bloccato a Zagabria. Come noto i calciatori - qualificatisi la sera del martedì (28 agosto) per la prima volta alla fase a gironi della Champions League grazie a una vittoria 2:1 fuori casa contro la Dinamo Zagabria - erano stato accolti il pomeriggio proprio di quel mercoledì all'aeroporto di Berna-Belp da centinaia di tifosi. L'ultimo volo, proveniente da Amburgo (D), era poi atterrato la sera stessa alle 22.20.

La Federazione ha comunque fatto sapere di voler rinunciare a trascinare in tribunale i vertici di SkyWork (che per giorni ha continuato a vendere biglietti nonostante prevedesse il grounding), e l'Ufficio federale dell'aviazione civile ("che - stando alla Federazione - era al corrente del dissesto finanziario ma non ha tolto la licenza d'esercizio").UFAC che ai nostri microfoni - è giusto sottolinearlo - aveva però detto di non essere al corrente della drammaticità dei conti della compagnia aerea. 

"Abbiamo valutato l'opportunità di avviare una vertenza amministrativa con l'UFAC e una causa di responsabilità contro la dirigenza di SkyWork", ha affermato il direttore dell'associazione delle agenzie di viaggio, Walter Kunz, in una conferenza stampa a Zurigo. "Perché entrambi, UFAC e SkyWork, sapevano già il lunedì che gli aerei dell'aviolinea sarebbero rimasti a terra mercoledì sera, dopo il rientro della squadra dello Young Boys", ha aggiunto, riferendosi rispettivamente al 27 e al 29 luglio.

"A farne le spese - è stato detto - sono stati i comuni mortali: 11.000 passeggeri che avevano già acquistato biglietti, nonché diverse agenzie di viaggio, chiamate a procurare nuove carte di imbarco per i loro clienti anche se non avevano colpa per il fallimento. Il grounding ha quindi avuto conseguenze finanziarie serie, specialmente nella piccola realtà bernese".

E tra i biglietti messi in vendita, lo ricordiamo, c'erano anche quelli del volo Lugano-Ginevra. SkyWork pochi giorni prima del grounding (il 23 agosto) aveva confermato di voler iniziare ad effettuare questo collegamento a partire dalla seconda metà del mese di ottobre. Una notizia che - per l'aeroporto di Lugano - sembrava essere una manna dal cielo in grado di rilanciare lo scalo e il piano industriale. Ma il finale è stato in realtà molto più amaro.

 

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