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Manipolazioni dei risultati sportivi, serve un freno

Anche la Svizzera deve ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa, lo chiede il Nazionale - La palla passa nel campo degli Stati

CdT
 
11
settembre
2018
10:00
ats

BERNA - Anche la Svizzera deve ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione delle competizioni sportive. Da solo lo sport non è infatti più in grado di risolvere il problema. È l'opinione del Consiglio nazionale che ha approvato oggi - con 186 voti contro 2 e 3 astenuti - il relativo decreto federale. La corruzione e la manipolazione delle competizioni sono diventate un grande pericolo per lo sport, che concerne anche la Svizzera ha sottolineato Roland Büchel (UDC/SG) a nome della commissione. Nella maggior parte dei casi i truffatori vogliono ottenere vincite da scommesse illegali.

Per contrastare questo fenomeno, quattro anni fa i ministri dello sport dei Paesi del Consiglio d'Europa hanno firmato a Macolin (BE) un apposito trattato, denominata appunto "Convenzione di Macolin". Per la Svizzera la firma è stata posta dall'allora ministro dello sport Ueli Maurer. Essa entrerà in vigore quando cinque Stati l'avranno ratificata. Per il momento solo la Norvegia, l'Ucraina e il Portogallo l'hanno fatto.

Gli Stati che vi aderiscono si impegnano, tra l'altro, a emanare norme penali efficaci e a rafforzare la collaborazione nonché la reciproca assistenza giuridica nel quadro della lotta contro la manipolazione delle competizioni sportive. La convenzione fornisce inoltre raccomandazioni per chi organizza scommesse nonché provvedimenti che devono essere adottati dalle organizzazioni sportive.

Da notare che la Convenzione di Macolin potrà essere attuata senza ulteriori modifiche legislative. I necessari adeguamenti normativi sono infatti già inclusi nella nuova legge sui giochi in denaro, approvata lo scorso giugno in votazione federale, ha spiegato il consigliere federale Guy Parmelin. Il dossier passa ora agli Stati.

 

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