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“La linea la detta il presidente”

PARLA ABASCAL - L'allenatore del Lugano carica i bianconeri alla vigilia della sfida contro il Grasshopper

 
10
agosto
2018
13:19

LUGANO - C'è molta attesa per Lugano-Grasshopper, in programma domani sera a Cornaredo. È la prima, vera sfida salvezza per i bianconeri. Le dichiarazioni di Angelo Renzetti all'indomani della sconfitta di Lucerna hanno riscaldato l'ambiente. L'intera squadra (allenatore compreso) è chiamata ad un riscatto. In caso di mancata reazione, potrebbero esserci conseguenze.

"Pressione? No, ci siamo allenati serenamente" dice Guillermo Abascal. "Sappiamo di aver commesso degli errori ma in settimana abbiamo lavorato per correggerli. Vogliamo questi benedetti tre punti. Dobbiamo migliorare, questo è chiaro. Affrontiamo una formazione che ha avuto un calendario difficile finora, ma lo stesso si può dire del Lugano. Il fatto che il GC sia ultimo non deve cambiare il nostro approccio".

Si è parlato tanto dell'atteggiamento dei giocatori. "So come lavoriamo durante la settimana" prosegue Abascal. "Prepariamo un piano partita, poi può darsi che il singolo non faccia bene io compreso. O che gli altri siano più bravi. Se ripeti gli errori finisci per perdere. A Lucerna abbiamo subito 4 gol su 6 tiri in porta. Abbiamo sempre cercato il pari. L'atteggiamento non c'entra. Semmai il problema era di concentrazione". A tal proposito, è possibile un avvicendamento fra i pali? "Da Costa ha recuperato molto bene, ha esperienza e riceverà sicuramente una possibilità. Può darsi già domani" la risposta di Abascal.

Quanto all'incontro chiarificatore con Renzetti, il mister spiega: "Nelle aziende funziona così. Il superiore chiede spiegazioni a chi sta sotto di lui. Io ho dato la mia versione, perché vedo il calcio in un certo modo. L'importante ora è remare tutti nella stessa direzione. Lo spogliatoio è sano, non ci sono problemi. Il mio compito è preparare la squadra nel migliore dei modi. Io vivo questa partita come sempre. Consapevole del lavoro svolto e senza pressione. So bene che una sconfitta non farebbe bene. Ma c'è modo e modo di perdere. Puoi mandare via allenatori e tutto, ma adesso queste valutazioni sono frettolose. Il calcio non ti lascia tempo e un tecnico deve convivere con questo aspetto. Vorrei che il Lugano fosse giudicato quando è al massimo delle sue possibilità. Ad ogni modo, il suo pensiero non è lontano dal mio. Sorpreso dalle sue parole? Più che altro il fatto che abbia parlato alla stampa. Ma dobbiamo sempre rispettare e ascoltare le sue idee. La linea la detta lui".

Intanto, la RSI segnala che Mijat Maric potrebbe tornare a Cornaredo (dove iniziò la sua carriera) per rinforzare la difesa.

Edizione del 17 agosto 2018
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