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Un campanello d'allarme per Donald?

Il risultato al photofinish in Ohio dell'elezione suppletiva per un seggio al Congresso manda una scossa nelle sedi del Grand Old Party che, in vista delle elezioni di midterm, arriva fino alla Casa Bianca

Keystone
Immagine d'archivio
 
08
agosto
2018
21:55
Red. Online-ats

WASHINGTON - Il risultato ancora incerto in Ohio dell'elezione suppletiva per un seggio al Congresso manda una scossa nelle sedi del Grand Old Party che arriva fino alla Casa Bianca. Un risultato "too close to call" giunto in una roccaforte repubblicana e che, in vista delle elezioni di midterm del prossimo novembre, potrebbe rappresentare un primo campanello d'allarme per il presidente statunitense Donald Trump. 

All'indomani del voto a dichiarare vittoria è soltanto il presidente Donald Trump, che via Twitter si congratula con il candidato repubblicano da lui sostenuto, Troy Balderson. Ma lo sfidante democratico Danny O'Connor non concede, e con il passare delle ore si fa sempre più concreta l'ipotesi di un riconteggio. L'esito è infatti legato ad una manciata di voti: al 99% delle schede scrutinate la corsa resta "too close to call" (margine troppo stretto per attribuirla), con il 50,1% per Balderson e il 49,3% per O'Connor.

"Non ci fermiamo adesso", scandisce il 31.enne democratico in nottata fra i suoi sostenitori. Un entusiasmo giustificato da un risultato clamoroso per il campo Dem che si impone in un distretto - il 12esimo, incastonato nella periferia di Columbus - che da quasi 40 anni non manda a Washington un rappresentante democratico. 

Si ferma (in parte) l'effetto Ocasio-Cortez
In quest'ultima fondamentale tornata di primarie in vista del voto di autunno (si è votato in Kansas, Michigan, Missouri e Stato di Washington) è però il "vecchio" establishment democratico a farla da padrone, frenando l'energia che ha portato nelle scorse settimane alla vittoria della giovane 28.enne Alexandra Ocasio-Cortez a scalzare dal podio democratico Joseph Crowley, politico di lungo corso, moderato, e già dato come successore della veterana Nancy Pelosi quale leader alla Camera. Così in Michigan l'ex senatrice statale Gretchen Whitmer vince agilmente la nomination per la corsa da governatore, prevalendo su Abdul El-Sayed, medico sostenuto da Bernie Sanders che già in molti vedevano come primo governatore musulmano degli Stati Uniti.

Ma lo Stato del Michigan manderà con tutta probabilità al Congresso la prima donna musulmana, Rashida Tlaib, che ha trionfato nelle primarie democratiche del 13esimo distretto dove non è prevista una sfida repubblicana per le elezioni di novembre. Confermata invece la "carica delle donne": con quest'ultimo voto si segna un record di "nomination" di donne di entrambi i principali partiti nelle corse per governatore.

Lo scontro è tutto repubblicano per il governatore del Kansan
Rimane ancora in bilico anche il risultato della corsa per la nomination repubblicana in vista dell'elezione del governatore in Kansas: Trump ha appoggiato il conservatore Kris Kobach preferendolo all'attuale governatore dello Stato Jeff Colyer. Una scelta che ha scontentato parte del partito repubblicano locale. Ma se il giudizio delle urne darà ragione al presidente la sua linea all'interno del Gop potrebbe rafforzarsi.

Edizione del 23 ottobre 2018
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