logo

Inferno di fuoco in California

Le fiamme divampate il 27 luglio nel nord dello stato non accennano a placarsi - Il rogo è grande come Los Angeles

 
07
agosto
2018
22:21
ats

NEW YORK - Un inferno di fuoco sta devastando la California. Le fiamme divampate il 27 luglio nel nord dello stato non accennano a placarsi e l'immenso rogo - ribattezzato Mendoncino Complex, nato dall'unione di due fronti, il Ranch Fire e il River Fire - è diventato il peggiore nella storia dello stato.

Nelle ultime ore, con la congiunzione dei due focolai, le fiamme stanno divorando un'area sempre più estesa, ormai pari a 1'145,26 chilometri quadrati: una superficie maggiore di quella di New York e quasi pari a quella di Los Angeles. E la situazione non accenna a migliorare a causa dei venti forti e delle elevate temperature.

Il precedente record nel Golden State era quello del Thomas Fire, che solo otto mesi fa bruciò una superficie di 1'140,78 chilometri quadrati nelle contee di Ventura e Santa Barbara. Secondo CalFire, la protezione civile californiana, le fiamme del Mendocino Complex sono cresciute di circa l'80% da venerdì sera, e ad oggi sono state contenute soltanto per il 30%. I vigili del fuoco impegnati per spegnere il rogo sono oltre 14 mila, e 75 residenze sono già state distrutte.

Ma i roghi che le autorità stanno combattendo in tutto lo stato sono 16: il Carr Fire, giunto alla terza settimana, ha distrutto oltre 1600 strutture, mentre l'ultimo è divampato ieri nella contea di Orange. "Combattere questi incendi implacabili richiede uno sforzo enorme", ha affermato il governatore della California, Jerry Brown, chiedendo al presidente Donald Trump di dichiarare lo stato di grave calamità naturale.

Proprio con il tycoon, però, è scoppiata l'ennesima polemica, dopo che The Donald invece di parlare di emergenza clima ha puntato il dito contro le leggi ambientali dello stato. "Gli incendi in California sono stati amplificati e aggravati dalle pessime norme ambientali che non consentono di utilizzare in modo adeguato l'enorme quantità di acqua prontamente disponibile", ha scritto su Twitter il Commander in Chief. "L'acqua viene deviata nell'Oceano Pacifico", ha continuato, sottolineando che per impedire che il fuoco si diffonda si devono rimuovere gli alberi.

"Cerchiamo di essere chiari: è il nostro clima che sta cambiando a causare incendi più gravi e più distruttivi", ha ribattuto da parte sua il portavoce di CalFire, Mike Mohler. Mentre il portavoce del governatore Brown, uno dei più duri critici del presidente, si è limitato a far sapere che i tweet di Trump "non meritano neppure risposta".

Ma gli incendi non stanno soltanto mettendo in ginocchio la California. Anche nel Vecchio Continente sono diversi i paesi che cercano di contenere il divampare delle fiamme. Dopo il tragico incendio nell'Attica di due settimane fa, in Portogallo oltre 40 persone sono rimaste ferite la notte scorsa alla periferia di Monchique, cittadina a 250 chilometri a sud di Lisbona, in seguito ad un maxi rogo che da quattro giorni devasta la costa meridionale del paese. Le fiamme anche in questo caso sono alimentate dal vento e si espandono rapidamente tra i boschi di pini ed eucalipti ormai secchi a causa della prolungata ondata di caldo nella regione. Da giorni, infatti, la colonnina di mercurio supera i 45 gradi centigradi nell'Algarve.

E anche in Grecia resta alto l'allarme incendi con la protezione civile che ha diramato l'allerta per l'Attica - la regione di Atene già duramente colpita - il Peloponneso nordorientale, le isole Egee e larga parte di Creta.

  

  VIDEO (ANSA)

Articoli suggeriti

La California brucia, è il maggiore incendio nella storia dello Stato

L'EMERGENZA - Mendocno Complex Fire, divorata dalle fiamme un'area più grande di quella di New York

Inferno di fuoco in California, cinque morti

Sale ulteriormente il bilancio delle vittime sulla costa ovest degli USA - Trump dichiara lo stato di emergenza

Edizione del 17 agosto 2018
Segui il CdT sui social
Mobile
Scopri le offerte su misura per te
con la CdT Club Card
Top