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Pensionamento, pensarci per tempo è una buona idea

Se il salario non basta per sostenere l’odierno tenore di vita, cosa accadrà quando l’entrata sarà inferiore? - È necessario effettuare dei calcoli anticipatamente e allestire una pianificazione curata in ogni dettaglio

CdT
 
18
settembre
2018
09:03
Red.Online

L'informatico Paolo Bianchi ha 60 anni, in qualità di responsabile di reparto guadagna 150 000 franchi lordi annui ed è portato per i conti. Dall'ultimo colloquio di consulenza presso la sua banca ha iniziato a riflettere. L'ipoteca sull'abitazione di proprietà in cui vive insieme alla sua partner Gemma Fontana stava per giungere a scadenza. Avevano acquistato l'appartamento del valore di 1 milione di franchi su base paritaria e ne avevano pagato un quarto. Dal suo ultimo compleanno, molte domande affollano la testa di Paolo Bianchi.

Eppure la coppia si era già occupata di molte cose. In particolare, aveva stipulato un contratto successorio per il patrimonio liberamente disponibile e stabilito il diritto di abitazione a vita a favore del partner nell'abitazione di proprietà comune. Gemma ha 59 anni, è insegnante a tempo parziale e guadagna 40 000 franchi lordi annui. Paolo si è reso conto che, oltre all'avanzare dell'età, i due stanno per iniziare un nuovo capitolo della loro vita, nel quale non riceveranno più un salario fisso ogni mese: il denaro infatti arriverà da diverse fonti. Entrambi sono felici al pensiero di andare in pensione nel contempo tuttavia Paolo inizia a preoccuparsi della sicurezza finanziaria di Gemma.

La rendita proveniente dall'AVS e dalla cassa pensione della partner si aggirerebbe sui 33 000 franchi all'anno, mentre la sua entrata ammonterà a 113 000 franchi. Paolo sapeva già che, soprattutto nella loro situazione di concubinato, una tale discrepanza tra le rendite avrebbe comportato una notevole perdita di reddito da parte di Gemma qualora lui fosse mancato. Inoltre, la sostenibilità finanziaria della loro ipoteca comune lasciava poco margine di manovra. Per Paolo era chiaro che, in caso di decesso di uno dei due, l'ipoteca avrebbe dovuto essere ammortizzata. Doveva forse sposare Gemma per darle una maggiore sicurezza finanziaria?

Colmare le lacune in modo mirato

«In alcune circostanze, attuare misure isolate può comportare notevoli lacune nella situazione reddituale dopo il pensionamento. Per la pianificazione e l'attuazione di un pensionamento ben riuscito è necessaria una soluzione globale che prenda in considerazione quanti più elementi possibili», consiglia Diana De Luca Ferrari, esperta di pianificazione previdenziale di UBS Wealth Management Svizzera. Sono soprattutto le persone con un reddito annuo a sei cifre a doversi preparare al meglio. In linea di principio chi godeva di un reddito da attività lavorativa cospicuo si troverà con delle rendite previdenziali che copriranno circa due terzi del reddito percepito durante la fase lavorativa. Pertanto a dipendenza dell'entità dello stipendio la lacuna di reddito potrebbe anche essere importante.

«Le domande fondamentali vengono poste spesso solo durante un colloquio personale», constata la consulente. Poiché per la complessa tematica del pensionamento non esiste una formula universale, è opportuno affidarsi al parere di un esperto. L'esperta di pianificazione previdenziale, che offre consulenze indipendentemente dai prodotti d'investimento, inizia sempre con una domanda semplice ma essenziale: a prescindere dall'età, qual è l'importo di cui desidero disporre costantemente come reddito sicuro e garantito? «Le cifre chiave per un piano previdenziale sono il salario attuale, il reddito dopo il pensionamento, il patrimonio atteso all'età di 85 anni (aspettativa di vita media) e la risposta ad una domanda decisiva: di quanto capitale ho bisogno concretamente durante la vecchiaia?», spiega Diana De Luca Ferrari. In fin dei conti è il costo del tenore di vita auspicato a determinare il successo o il fallimento di un piano previdenziale.

Equilibrare il livello delle rendite

Come si presenta la soluzione globale per Paolo e Gemma? Con l'aiuto dell'esperta, hanno trovato una buona soluzione anche senza dover pensare al matrimonio. Il modo per ottenere una rendita più equilibrata è stato il prelievo di capitale da parte di Paolo di 650 000 franchi dalla sua cassa pensione. Ora può trasmettere questo patrimonio a Gemma tramite un'aggiunta al contratto di successione. Inoltre fino al pensionamento Gemma può effettuare dei riscatti nella cassa pensione, approfittando così di agevolazioni fiscali e aumentando la sua rendita di vecchiaia. Così facendo, circa l'80% delle spese saranno coperte con le rendite. «Anche i pensionati devono pagare le imposte ordinarie e di donazione/successione. È dunque importante tenere sempre conto delle conseguenze fiscali di ogni decisione, specialmente per le coppie di concubini», afferma la consulente previdenziale. La tassazione media del prelievo di capitale varia a seconda del cantone di residenza e dell'entità del capitale percepito, solitamente si attesta tra l'8% e il 12%. Oltre a una compensazione delle rendite, la coppia ha anche deciso di utilizzare il loro intero avere del pilastro 3a per ridurre l'ipoteca e aumentarne così la sostenibilità finanziaria.

«Infine, per una buona previdenza per la vecchiaia è importante organizzare in modo strutturato il patrimonio, ad esempio sotto forma di vari 'salvadanai' che vengono investiti diversamente a seconda degli obiettivi. Ciò consente una gestione efficace», consiglia Diana De Luca Ferrari. Paolo e Gemma hanno dunque versato 200 000 franchi sotto forma di liquidità nel primo salvadanaio per coprire le spese correnti dei primi cinque anni successivi al pensionamento. Questo importo include una somma di emergenza di 25 000 franchi più l'acquisto di un'auto. Nel secondo patrimonio strategico, che sarà disponibile a partire dai 70 anni, i due hanno versato altri 150 000 franchi investiti in modo diversificato con propensione al rischio medio-bassa. Infine, poiché il capitale servirà loro solo in un secondo momento, nel terzo salvadanaio la coppia ha investito 250 000 franchi con una propensione al rischio ed un'aspettativa di reddito più elevati. «La consulenza è indispensabile per una buona pianificazione. È tuttavia necessario essere soddisfatti della soluzione e bisogna ricordare che anche il migliore dei piani non serve a niente se non viene attuato», aggiunge Diana De Luca Ferrari. Paolo e Gemma hanno intenzione di implementare il loro al più presto e non vedono l'ora di cominciare questa nuova fase della loro vita.

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Edizione del 15 novembre 2018
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