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PIL svizzero salito dell'1,6% nel 2017

La crescita presenta elementi contrastanti con un marcato rallentamento del contributo del commercio estero e una forte progressione degli investimenti in beni di equipaggiamento

Archivio CdT
 
28
agosto
2018
11:13
ats

NEUCHÂTEL - Nel 2017 il prodotto interno lordo (PIL) svizzero è salito dell'1,6% rispetto all'anno precedente, raggiungendo 668,6 miliardi di franchi, secondo la prima stima dell'Ufficio federale di statistica (UST) pubblicata oggi. La crescita presenta elementi contrastanti, con da una parte un marcato rallentamento del contributo del commercio estero e dall'altra una forte progressione degli investimenti in beni di equipaggiamento.

In linea con la politica di revisione dei conti nazionali, i risultati del 2015 e del 2016 sono intanto stati rivisti alla luce di nuove informazioni: per il 2015 risulta ora un +1,3% (+0,1 punti percentuali) e per il 2016 un +1,6% (+0,2 punti), indica l'UST in un comunicato.

Il reddito nazionale lordo (RNL), che misura la somma dei redditi netti percepiti dalle unità residenti, ha registrato da parte sua una progressione dell'1,8% a seguito del miglioramento del saldo della bilancia dei redditi con l'estero: la diminuzione dei redditi da capitale versati all'estero (-5,9%) è stata infatti più marcata rispetto alla flessione dei redditi da capitale ricevuti dall'estero (-1,6%).

Senza prendere in considerazione l'oro non monetario, il saldo della bilancia dei beni e servizi è aumentato del 5,4% nel 2017. Il rallentamento rispetto al 2016 (+12,1%) è riconducibile al deterioramento del saldo della bilancia dei servizi (-2,5%).

Dopo il contraccolpo dell'abbandono della soglia minima di cambio tra euro e franco nel 2015 il valore aggiunto nell'industria manifatturiera ha continuato la sua progressione (+4,2%). Tuttavia la situazione tra i rami di attività rimane molto eterogenea e molte parti dell'industria devono ancora fare i conti con delle difficoltà, contrariamente a quella chimica e farmaceutica, che registrano forti crescite.

Dopo tre anni difficili il valore aggiunto delle banche ha ritrovato la via della crescita (+2,1%). Il valore aggiunto dei servizi non finanziari (compreso il commercio) ha presentato un aumento significativo. Stando all'UST i rami orientati verso il mercato interno hanno presentato un'evoluzione positiva del valore aggiunto, contribuendo alla crescita del settore.

Dopo due anni difficili, anche il ramo alberghi e ristoranti ha realizzato un risultato positivo (+2,1%), mentre il commercio (+0,4%) e soprattutto le attività ricreative e sportive hanno frenato la crescita complessiva. Bisogna però tener conto del fatto che nel 2016 il valore aggiunto di queste ultime era cresciuto considerevolmente in seguito allo svolgimento del Campionato europeo di calcio e dei Giochi olimpici, viene ricordato nella nota.

Per il quarto anno consecutivo gli investimenti sono aumentati notevolmente (+3,3%). L'incremento si spiega con una nuova progressione degli investimenti in beni d'equipaggiamento (+4,5%), sostenuta in particolare dalle spese per ricerca e sviluppo (R+S) risultanti dall'insediamento in Svizzera di un'unità attiva nella ricerca appartenente a una multinazionale. La crescita nel settore delle costruzioni (1,4%) è stata superiore rispetto a quella del 2016 (+0,5%).

La spesa per i consumi finali delle economie domestiche e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle economie domestiche è progredita moderatamente dell'1,1% (2016: +1,5%). Ciò - spiega l'UST - in funzione del leggero rallentamento della crescita della popolazione residente.

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